Nella sala da ballo ancora aleggia il pulviscolo di stelle della sera prima. Warm up delle luci, menta trita al bancone, si alzano i cursori: i moderati bpm di “Volevi Una Hit” scaldano l’aria con parole studiate, tre note equalizzate senza troppi giri d’attesa asciugano questa canzone italo disco - già nel titolo dichiaramente ispirata a “You Wanted A Hit” di LCD Soundsystem e addirittura gradita ed approvata dallo stesso James Murphy e da Justin Miller, direttore artistico della DFA. Ma “Volevi Una Hit”, incisa da Cristalli Liquidi per Mashhh! Records (la produzione è del veneziano Bottin, conosciuto forse più all’estero dove è perennemente “esiliato” in tour con il suo album Horror Disco) è anche una canzone d’amore d’altritempi italiani, uno storytelling che fa della metafora il gancio per spogliare il pezzo dall’essere una mera adattamento anacronistica: se il parto di casa DFA si fa forte principalmente del ritmo in cassa, il mistero che si nasconde dietrola ditta Cristalli Liquidi inverte il rapporto a vantaggio della forma-canzone, con nuovo testo e signifi cato sospeso tramalinconia wave e ironia esplicite, come fosse un Gary Numan “battistizzato” e posticipato di trent’anni per un brano da classifi ca -appunto la hit- dalle movenze felpate in ambiente mild ‘80. Oggi che di sole canzoni si vive, non già di interi album, “scrivimela tu questa hit” è l’inizio di una parabola che nella relazione personale e professionale mette in conto anche gli alti e i bassi (“per poi buttarmi giù / dimmi che non la merito più”), oltre al rischio di ancorarsi (“lo sai che quando fai una hit poi non puoi più cambiare / una hit diventa un’abitudine”) in un gioco di ultime chance sempre accordate e reiterate, fi no alla noia: “e poi rifare sempre lo stesso”, perché così vuole il pubblico che non si accorge di tarpare le ali all’artista. Elegante e geometrica, aliena nel 2012, “Volevi Una Hit” si indirizza al pubblico radiofonico adulto che riconoscerà uno stile caro, ma anche alle fasce più giovani che reinterpretano il miglior passato con le lenti dell’ironia light clubby. Nelle programmazioni odierne la traccia di Cristalli Liquidi prodotta da Bottin si riconosce subito differente, eppure radicata nell’eterno presente storico: per ciò stesso, universale.LIMITED EDITION 12" ON ARTIFACT (OUT ON MAY 2nd 2012)
The collectable Artifact imprint is taking a detour from incendiary and obscure disco re-issues into releasing even more obscure material. Mysterious Italian electro-wave band Cristalli Liquidi are featured here with a killer rare italo gem produced by Tinto B. (also known for Robots Are Un-American, re-released on Italians Do It Better last year). Inspired by a LCD Soundsystem song Tinto B. comes with this great record! We cant find the connection to the LCD Soundsystem track that supposed to have been his source of inspiration, and actually we dont care... its some of the best recent Italo disco we've heard in a while! If you are big on italo vocals the A side is for you, if instead you dig deep electro disco but without the chanting, the dub version on the flip side will more than certainly send you into italo space. Another hot Artifact release from mr. Bottin. Tip! (Limited supplies!)